domenica 6 marzo 2011

ELOGIO DELL'IDIOZIA - Fazio in&out

Una settimana fa, durante il programma di Rai 3 Che tempo che fa, fra le altre ha avuto luogo l'intervista a Ricky Martin. Che dire? Anche stavolta l'innominabile – conduttore? giornalista? imitatore? – ligure non si è smentito, facendosi anzi riconoscere per quello che è (ben poca cosa, diciamolo). Una delle poche domande d'obbligo che chiunque avrebbe rivolto oggi al cantante, anche un deficiente, era quella sul suo outing, coming out, o come accidenti si dice. Insomma sulla sua recentissima dichiarazione di omosessualità (detta così sembra un certificato in Comune, ma vabbè). Domanda non per forza maliziosa o cattiva, beninteso: anche perché l'innocuo Innominato, cattivo proprio non riesce a esserlo, sarebbe chiedere troppo. Solo per sapere dalla sua viva voce le reazioni in patria, all'estero, dei suoi fan e non, e infine il perché di un comunicato tanto tardivo (anche se è intuibile). Sarebbe stata una semplice domanda, civile e tutto sommato normalissima, senza ipocrisie. Sarebbe stata, appunto. Perché l'Innominato tale domanda non ha osato non dico farla, ma nemmeno sfiorarla alla lontana. Gli ha chiesto un sacco di stronzatine e cazzatucce scontate (tanto per cambiare), ma della notizia che riguardava l'intervistato più da vicino – anche in termini temporali, ripetiamolo – nemmeno l'ombra. Questo, per rispondere a chi asserisce che in Italia l'omosessualità non sia più un tabù.
Ma niente paura, l'Innominato ha tutto il tempo per rifarsi. Anche noi in Italì abbiamo un caso analogo, cioè Tiziano Ferro. Attendiamo dunque trepidanti l'intervista del Ligure con quest'ultimo: potremo così scommettere favolose somme clandestine che dalla prudente bocca del Nostro non uscirà nemmeno una volta l'esecranda e obliterabile parola “gay”. Famiglia semantica inclusa.

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